28 Aprile -1 Maggio 2007

LA SPIRITUALITA' DEL LAVORO

Archicenobio benedettino Sant’Andrea Apostolo - Arpino

 

Dal 25 al 27 aprile 1997 si è svolto proprio in questo monastero il convegno interreligioso dal tema “Come disciplinare la vita”, primo di una serie che poi è stata proseguita nel monastero di San Giovanni Evangelista di Parma e nel Monastero di San Giuseppe di Assisi, navigando sull’idea che per avere oggi una società ordinata, vivibile, occorre imparare dal Monachesimo: per saper vivere insieme, per mettersi in relazione con Dio, per tenere ordine nella propria vita.
Per quel convegno vi era la collaborazione del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e dell’ISA (Istituto Studi Asiatici); il PIME continua la sua attività missionaria, ma ha smesso l’impegno per il dialogo interreligioso, e l’ISA è morto.
Era il primo convegno, quello di Arpino 1997, che la Commissione Italiana del DIM (Dialogo interreligioso monastico), costituita da poco più di un anno (12 novembre 1995) organizzava in proprio, e la partecipazione fu abbastanza numerosa, con rilievo anche da parte della stampa italiana.
Il convegno di quest’anno invece è stato organizzato con la collaborazione della Città di Arpino, volendo ricordare i 100 anni di storia della comunità benedettina che vi risiede, dopo l’acquisto del monastero venduto come rudere.
Oggi il DIM continua la sua attività, anche se i monaci sono invecchiati e calati di numero, nella nostra Italia, ma sono aumentati i laici interessati al dialogo ed al monachesimo.
E’ stato bello ritrovarci insieme per riflettere su un altro argomento: “La spiritualità del lavoro”, presentata dal punto di vista del monachesimo benedettino (P. Cipriano Carini, responsabile DIM Italia), del buddismo (Paolo Taigo Spongia, del Monastero di Fudenji), dell’Induismo (Svamini Hamsananda Giri della comunità di Altare, Savona), con inserimento di esperienze di comunità monastiche (Sr. Antonietta Pellegrino di Civitella San Paolo; Sr.Maria Stancher di Citerna; P. Cipriano di San Pietro di Assisi) e anche di una famiglia cristiano-islamica (Samir Aziz e Teresa Branca) impegnata serenamente nel lavoro nella nostra Italia, con il compito principale di far crescere i propri figli nell’onestà e nella fede, pur essendo una famiglia interreligiosa.
Il convegno è stato introdotto dal Sindaco Fabio Forte e dal Vescovo Luca Brandolini.
Il lavoro nei monachesimi ha sempre avuto un posto preminente, per l’equilibrio della stessa vita, passata tra preghiera e lettura dei testi sacri, come rimedio contro l’ozio e la pigrizia (RB 48, 1), come strumento per il proprio sostentamento (RB 48, 7-8), per provvedere ai fratelli in difficoltà, per collaborare al completarsi della creazione (GS 67), per sottomettere la natura alla propria volontà, per imprimere un sigillo personale al creato, per la propria realizzazione personale.
Ma da quando l’economia ha preso il posto di Dio, il lavoro ha raggiunto una quotazione elevatissima nella nostra società, diventando come una malattia che rende la vita sempre più squilibrata, tutta dedita al “fare” senza tempo per “pensare”, pregare, subordinando amori, famiglia, cultura, società, religione, politica al mito dello stipendio e della carriera. Oggi si incontrano sempre più masochisti del dovere operoso, forzati alla fatica, nevrotici per il miglioramento del reddito; hanno smesso di riflettere, di amare, di giocare, per dedicarsi totalmente ala carriera bellicosa.
Ma il progresso stesso della tecnica dovrebbe farci comprendere che nel futuro avremo sempre più tempo libero nella vita, e il problema sarà come saperlo occupare e valorizzare.

Ai monasteri il compito di saper indicare l’equilibrio della vita, tra tempo personale, tempo comunitario, lavoro, studio, preghiera, tempo libero, il compito di saper indicare una spiritualità, una valutazione diversa del lavoro.Durante il convegno è stato possibile anche di visitare il monastero più importante della nostra Italia e del mondo per il monachesimo Cristiano: Montecassino, e di celebrare l’Eucaristia sulla tomba del fondatore: San Benedetto. Nel pomeriggio poi dello stesso giorno la visita dell’Abbazia Cistercense di Casamari ha arricchito ulteriormente la nostra conoscenza del Monachesimo cristiano; è stato una giornata che ha fatto crescere la fraternità tra di noi, illuminandoci sulla storia e spiritualità benedettina.