PER UN MONDO DI PACE

Religioni e Culture in dialogo


 

Lunedì 4 Settembre 2006 - Santa Maria degli Angeli, Teatro Lyrick

 

Assemblea d’Inaugurazione

 

 

 

Paul Poupard
 
Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e per il Dialogo Interreligioso, Santa Sede
 
 
   
 
 

Cari Amici,

E’ per me un privilegio singolare aprire questo incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in un anniversario così significativo. Saluto tutti voi che siete qui ed anche gli altri numerosi che sono collegati con noi nelle sale vicine. Siamo davvero tanti.

 

 
 


Vent’anni fa il servo di Dio Giovanni Paolo II convocò la storica Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace ad Assisi, che suscitò ampio consenso, vasta partecipazione e positive conseguenze attraverso il mondo intero, anche per mezzo degli incontri internazionali annuali Uomini e Religioni, portatori di un ricco patrimonio di scambi e di amicizia crescente.

 

 
 

Vent’anni dopo, in un mondo purtroppo segnato da terrorismo e guerre ci ritroviamo ad Assisi, grazie all’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, unitamente alla diocesi di Assisi e alla Conferenza episcopale dell’Umbria, che ringrazio di cuore per darci l’opportunità di testimoniare insieme, religioni e culture in dialogo, il nostro impegno comune per un mondo di pace, nella coscienza che le religioni, nel cuore delle culture, hanno un’importanza decisiva in merito.

 

 
 

Ne sono profondamente convinto, nella mia doppia carica di Presidente del pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso affidatami dal Santo Padre Benedetto XVI, questo dialogo interreligioso e culturale è di primaria importanza ed anche di assoluta necessità in un mondo purtroppo sempre segnato da violenze, terrorismo, guerre e che, talvolta, è anche vittima di strumentalizzazioni estremiste religiose.

 

 
 

In questo contesto tragico, all’alba del terzo millennio, nostro comune impegno di dialogo tra le culture è una testimonianza che tutte le civiltà, invece che ad uno scontro violento, sono chiamate a lavorare per un incontro pacifico con tutti i credenti e tutti gli uomini di buona volontà, di cultura religiosa come di cultura laica, per costruire insieme la civiltà dell’amore da tutti auspicata e alla quale ognuno è chiamato a dare il suo specifico contributo.