Dialogo |
||
|
||
Che cosa è
|
||
|
E’ la via degli uomini,
e quindi anche della Chiesa, per incontrare l’uomo, per risolvere
senza violenza i problemi della vita. Dialogo tra fede e scienza, tra
politica e chiesa, tra partiti politici, tra le economie, tra le religioni,
tra le chiese cristiane.
Nasce dal desiderio del bene, dall’amore per il bene; è un sereno fraterno incontro di coloro che cercano insieme la verità, i valori umani (pace, giustizia, libertà …) e se li donano reciprocamente, e in collaborazione cercano anche le forme concrete della realizzazione. Contro ogni egoismo e orgoglio richiede la disponibilità a condividere quello che si è (vita, destino, gioie, dolori …), quello che si possiede (beni materiali, culturali, spirituali), quello che si pensa, senza fare dogma del proprio pensiero. Ha dei rischi: scontri, divisioni, perdita di tempo; richiede la disponibilità ad uscire dal proprio comodo, dalla terra conquistata; impegna a rivedere le proprie posizioni, a conciliare le proprie esigenze con quelle degli altri, a sopportare insuccessi, umiliazioni, derisioni,… Non è unanimità; rimane la possibilità di mantenere la propria identità per tutti, ed occorre sopportare gli autoritari, i radicali, gli squilibrati, i chiusi, gli ironici, gli immaturi, i delusi, i sicuri di sé … Non c’è opposizione tra dialogo, identità e diversità; vi è complementarietà, così come non vi è opposizione tra dialogo e obbedienza. |
||
Suggerimenti per poter dialogare da cristiani maturi
|
|
1. Appoggiarsi sulla Parola
di Dio, sulla fede in Gesù Cristo; per noi il bene dell’uomo
deve fare riferimento all’uomo Gesù Cristo e ripeterlo.
2. Ascoltare l’altro, prendendo sul serio quello che dice, con disponibilità a cambiare la propria opinione, la propria visione delle cose; occorre togliere la fretta, saper interpretare il linguaggio dell’altro, il suo stato d’animo 3. Dare fiducia, pensare bene, rispettare la coscienza dell’altro; si presuppone la buona fede di tutti, presenti e assenti. Senza amore non si capisce l’altro; le gelosie, le antipatie, le lotte per il potere e il possedere, per il piacere non aiutano a capire l’altro. 4. Superare il personalismo, la ricerca del proprio interesse, del proprio benessere; si cercano i valori comuni e la critica alle proprie idee non è sconfitta ma costruzione; la diversità di opinioni è una ricchezza e come tale bisogna viverla. 5. Non fare apologia di se stessi, delle proprie idee, ma semplicemente proporle, come fa DIO; non si va in guerra, non si tratta di attaccare gli altri ma di cercare insieme il bene di tutti; non mettiamo al centro noi stessi: io …, io …, io … 6. Avere stile: franchezza umile; l’orgoglioso non sa dialogare. Educazione, galateo, rispetto, capacità di stare zitti, di concentrarsi, di ascoltare. 7. Esposizione con chiarezza, dopo aver pensato e maturato l’idea; brevità, concisione, motivazioni più che emozioni 8. Essere oggettivi, cercando di dimenticare noi stessi; anche se intelligenti, siamo sempre dei limitati 9. Equilibrio: tra legge e libertà, tra soggettività e oggettività, tra tradizione e progresso, tra identità e pluralità, tra rispetto della persona e rispetto della società, … 10. Incarnarsi nella situazione, nella storia, nella ricerca, … |