"Si deve sempre rispetto alle religioni altrui.
Agendo in questo modo si esalta la propria religione e non si fa offesa alle altre"

Editto XII 
del re indiano Ash
oka 
(III secolo a.C.)

 

Suggerimenti di lettura


Tra le nuove pubblicazioni segnaliamo come particolarmente interessante, anche per i suoi riferimenti al monachesimo zen, la lettura di:

Fratel MichaelDavide Semeraro,

Elogio della libertà. Il monachesimo come attuazione dell’umano,

EDB, Bologna 2019 (376 pp.)

Fratel MichaelDavide, monaco benedettino della Koinonia de la Visitation in Rhêmes Notre Dame (Valle d’Aosta), presenta in questo libro una sintesi ampiamente documentata e particolarmente dinamica sulla storia e sul futuro della vita monastica, in un momento in cui si registra un innegabile interesse del mondo contemporaneo per questa realtà particolare numericamente minuscola e fragile ...

Lungi dal limitarsi alla vita benedettina di cui fa parte, o al solo monachesimo cristiano, l’autore fa scoprire al lettore un vastissimo panorama che si dispiega nello spazio e nel tempo attraverso diverse culture e religioni senza temere di procedere spesso con delle incursioni storiche e geografiche a seconda dei tempi esplorati, con metodo e leggerezza.

Generalmente fratel MichaelDavide cita le sue fonti facendo così risuonare le regole monastiche antiche e gli scritti della tradizione patristica, Filone d’Alessandria, la descrizione delle pratiche del monachesimo zen in Giappone, l’esperienza spirituale di Mat’ Marija – monaca ortodossa russa vissuta in esilio a Parigi nel XX° secolo – unitamente agli scritti di Thomas Merton. Il contributo di storici e di sociologi non è da sottovalutare per illustrare l’ambiente del paganesimo antico come pure la situazione contemporanea. Poeti, letterati, cineasti, ma anche filosofi e teologi sono convocati insieme. Alcuni tra loro come Carl Gustav Jung, Ghislain Lafont e Raimon Panikkar accompagnano l’autore lungo tutta la sua riflessione.

Ben più della ricchezza dei riferimenti, già straordinari, ciò che colpisce il lettore è l’integrazione di così tanti elementi diversi tra loro, tenuti insieme da una logica ben costruita di delucidazione e di intelligenza del fenomeno monastico. Una dopo l’altra vengono esplorate tutte le dimensioni fondamentali della vita monastica, senza che l’erudizione diventi pesante e didattica. Il desiderio evidente di raggiungere l’esperienza attraverso immagini, parabole e racconti per far emergere il senso profondo delle diverse tradizioni sbarazzandosi delle sedimentazioni e delle confusioni superficiali, permette una visione rinnovata e liberante di quella che è la speranza dei monaci e delle monache.

La rilettura delle fonti antiche alla luce dell’apporto delle scienze umane si rivela sempre fecondo.

Tra le dimensioni più caratteristiche della ricerca dei monaci e delle monache, viene dato grande peso alla necessaria e paziente esplorazione di se stessi in vista dell’unità interiore, che è il fine ultimo significato dallo stesso termine: monachós, “monaco”. La ricerca della Bellezza, la purificazione del desiderio, il combattimento proprio della vita contemplativa, la spogliazione della preghiera, sono i processi coscienti e attivi di una trasfigurazione che rimane sempre opera della grazia.

L’autore rivaluta in modo energico l’intento ascetico originale, dimostrando come la dimensione ascetica sia irrinunciabile ancora oggi, in Occidente come in Oriente, per assumere pienamente il proprio corpo. L’ascesi è intesa non come strumento per schiacciare la persona, ma come cammino per vivere la kenosi a immagine di Cristo: si tratta di acconsentire all’incarnazione, alla debolezza, alla vulnerabilità, alla sofferenza, e in modo ancora più decisivo si tratta di confrontarsi con la morte che si rivela essere soprattutto come un radicale superamento della paura della morte.

Fr. MichaelDavide, a più riprese, descrive il processo di decentramento liberatore che si attua attraverso l’obbedienza e la vita comunitaria. La vita del monaco è agli antipodi di una postura eroica, perché mira piuttosto alla realizzazione umile e progressiva di un umanesimo integrale. A partire da questo atteggiamento di fondo i monaci e le monache consentono a esporsi al servizio dell’ospitalità, che è pratica prima di tutto nella vita fraterna in seno alla stessa comunità.

I monaci e le monache italofoni saranno profondamente fortificati nelle loro convinzioni e nella loro speranza dalla lettura di questo testo. Questo viaggio interiore ed esteriore, nel tempo e nello spazio, portato avanti con un ritmo quasi allegro, riesce a rivisitare, senza avere bisogno di ricorrere ad una costruzione sistematica, l’insieme dei fondamenti della vita monastica, non intesa come un’istituzione immutabile, né come un’isola eccezionale lontana dal vasto mondo, ma, al contrario, come un luogo di frontiera dove si opera in costante rinnovamento evangelico non senza tensione e in un confronto esigente con le problematiche talora così inquietanti dei nostri contemporanei.

Fr. David d’Hamonville,
abate del monastero benedettino di En Calcat (Francia)

 

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