"Si deve sempre rispetto alle religioni altrui.

Agendo in questo modo si esalta la propria religione e non si fa offesa alle altre"

Editto XII 
del re indiano Ash
oka 
(III secolo a.C.)


 

 
 
Dialogo intermonastico a Pisa
 
Istituto superiore di scienze religiose
21 maggio 2018



 
Lunedì 21 maggio a Pisa, presso l’Istituto superiore di scienze religiose, si è tenuto un incontro sull’organizzazione, la spiritualità e l’attività del DIM nell’ambito del corso di dialogo interreligioso offerto dall’istituto. Oltre agli studenti del corso, che si erano preparati vedendo previamente il video documentario La via dell’ospitalità, hanno partecipato con attenzione molte altre persone interessate ... 


Forum (film – dibattito)

Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana
7 maggio 2018


 

Lunedì 7 maggio, il rev. Guglielmo Doryu Capelli, monaco zen, e fr. Andrea Serafino Dester, monaco benedettino, hanno partecipato al Forum organizzato a Roma dal Centro Studi Interreligiosi presso la Pontificia Università Gregoriana.

Il Forum, rivolto agli studenti del Centro e facente parte del percorso di formazione, si è aperto con la visione del film “La via dell’ospitalità” curato dal DIMMID, recentemente sottotitolato in italiano a cura del DIM Italia e pubblicato dalla San Paolo 
...
 



Il futuro del dialogo interreligioso.
L’esperienza spirituale del dialogo


fr. Pierre de Béthune OSB (Clerlande, Belgio)


 
Conferenza tenuta a Marsiglia il 29 settembre 2017 in occasione del 25° anniversario della fondazione dell’Istituto di scienza e teologia delle religioni (ISTR). Traduzione dell’originale francese apparso in Dilatato Corde VIII:1 (2018) a cura di fr. Alberto Maria Osenga (Comunità monastica benedettina di Dumenza) ...


In ricordo di padre Cipriano Carini

3 gennaio 2018

       Care sorelle e cari fratelli,
 
questa mattina, mercoledì 3 gennaio 2018, all’età di 81 anni, l’amato p. Cipriano Carini è passato da questa terra alla dimora del cielo. Ora presso il Padre, p. Cipriano ha vissuto la sua vita all’insegna della carità, della mitezza e del dialogo. Come monaco benedettino e come abate ha per primo dato vita e forma, negli anni ’90, al gruppo italiano del Dialogo Interreligioso Monastico, animandone le attività come coordinatore per una quindicina d’anni, fino al 2010. Chi lo ha conosciuto sa con quanta dedizione e quanta passione ha lavorato per tener viva la fiamma del dialogo tra cercatori spirituali nelle diverse vie religiose, stimolando in molte occasioni i monaci cristiani a percepirne la necessità, la ricchezza e la bellezza.
 
Personalmente ne ricordo la fiducia con cui, quasi senza conoscermi, sette anni fa mi trasmise l’incarico di coordinatore. Alla mia gratitudine si associano il mio e nostro ricordo orante.
 
Condivido le parole di ricordo di alcuni dei membri del DIM che hanno conosciuto p. Cipriano e incrociato il suo itinerario interreligioso ...
 
      fr. Matteo, p. Cipriano Carini, sv. Hamsananda nel chiostro dell'abbazia di San Pietro (Assisi, 27 ottobre 2011)
fr. Matteo, p. Cipriano, sv. Hamsananda
nel chiostro dell'abbazia di San Pietro di Assisi (27 ottobre 2011)
 

                                                                                    Suggerimenti di lettura


Tra le nuove pubblicazioni segnaliamo come particolarmente interessante la lettura dell’ultima opera del monaco benedettino e sannyāsī hindū Henry Le Saux (1910-1973):
 

H. Le Saux (Swāmī Abhishiktānanda),
L’altra riva,
Servitium, Milano 2018 (Quaderni di Ricerca 119)


Il volume raccoglie diversi testi, tra cui alcune traduzioni e relativi commenti alle Upanishad e un saggio dedicato al sannyāsa, il monachesimo hindū, scritto alcune settimane prima della morte. Attraverso questo libro è possibile seguire l’ultimo tratto del percorso spirituale del monaco benedettino Henry Le Saux (1910-1973) verso l’altra riva.

Un passaggio evoca il nostro incontrarci tra monaci che percorrono vie religiose (dharma) diverse:

È del tutto naturale che monaci di ogni dharma si riconoscano l’un l’altro come fratelli da una parte all’altra dei confini dei rispettivi dharma. Si tratta di una conseguenza dell’autentica trascendenza di tutti i segni che ciascun monaco testimonia, del vero “ordine monastico” universale che include ognuno di loro […]. È sufficiente così che essi si riconoscano reciprocamente quando capita loro di incontrarsi, poiché i monaci autentici non sbagliano nel riconoscersi. Malgrado tutte le differenze delle osservanze, dei linguaggi e delle culture di appartenenza, essi percepiscono l’uno negli occhi dell’altro quel fondo che l’unico Spirito ha aperto nei loro cuori. Essi ne intuiscono la beatitudine, la luce, la pace ineffabile; e quando si abbracciano, così come spesso accade spontaneamente, è il segno che essi hanno sentito e riconosciuto la loro innata “non dualità” (p. 63). 

 

  Contatti: info@dimitalia.com

  Site Map