Meditazione, dialogo e pratiche di pace
in tempi incerti
Seconda visita fraterna in Italia di monaci buddhisti dalla Thailandia
Bose - Dumenza - Padova - Camposampiero
12-21 aprile 2026
Bose - Dumenza - Padova - Camposampiero
12-21 aprile 2026
“Per voi, il cammino buddista verso la liberazione comporta il superamento dell’ignoranza, della brama e della sofferenza attraverso l’intuizione, la condotta etica e la disciplina mentale. Il viaggio verso il nibbāna – la libertà definitiva dal ciclo di nascita, morte e rinascita – evidenzia il potere trasformativo della saggezza e della compassione. Questo desiderio di vera liberazione trova una profonda risonanza nella nostra comune ricerca della verità e della pienezza di vita, e si allinea con gli insegnamenti delle nostre rispettive tradizioni. Il Buddha insegnava che «colui che è libero dalla brama e dall’attaccamento, è perfetto nello scoprire il vero significato dell’insegnamento e conosce la disposizione dei testi sacri nella giusta sequenza: è davvero il portatore del suo corpo finale. Egli è veramente chiamato il saggio profondo, il grande uomo» (Dhammapada 24,352). Per Gesù, la conoscenza della Verità è liberatoria: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Nel nostro tempo, segnato da divisioni, conflitti e sofferenze, riconosciamo l’urgente necessità di un dialogo liberatorio, che non si limiti alle parole ma che sia capace di tradurre quelle parole in azioni concrete per la pace, la giustizia e la dignità di tutti”.
(Messaggio del Dicastero vaticano per il dialogo interreligioso ai buddhisti per la festa di Vesak, 12 maggio 2025)
A meno di un anno di distanza dalla prima visita, dal 12 al 21 aprile 2026 il gruppo italiano del DIM•MID ha avuto la grande gioia di accogliere per la seconda volta in Italia due monaci buddhisti Theravāda, docenti presso l’International Buddhist Studies College (IBSC) dell’Università Mahachulalongkornrajavidyalaya (MCU) di Bangkok: il venerabile Weerasak Abhinandavedi, monaco thailandese, e il venerabile Neminda, monaco birmano. Questa visita, frutto di un comune desiderio di proseguire e approfondire gli scambi fraterni in vista di una rinnovata e più profonda conoscenza reciproca, è stata possibile grazie a una riuscita collaborazione tra il DIM•MID, diverse comunità monastiche e alcune istituzioni accademiche, in un progetto condiviso che ha unito momenti di condivisione fraterna in nome dell’ospitalità monastica a importanti eventi di formazione accademica e spirituale.
I primi tre giorni di visita dei due fratelli monaci buddhisti, accompagnati da p. Daniele Mazza del PIME, hanno visto la loro accoglienza presso due comunità monastiche. Dapprima al Monastero della SS. Trinità di Dumenza, dove, il 13 aprile, hanno vissuto con i fratelli benedettini una giornata di condivisione e fraternità, descritta da fr. Alberto Maria Osenga come “una giornata di profonda comunione spirituale e scambio interreligioso”, suggellata da un momento di grande valore simbolico: la piantumazione di una rosa rampicante nel chiostro del monastero. I due giorni seguenti, 14-15 aprile, i due monaci sono stati ospiti del Monastero di Bose, dove già avevano stretto legami di fraternità lo scorso anno, in occasione della loro precedente visita in Italia. Come già a Dumenza, anche a Bose ajahn Weerasak ha voluto preparare e condividere il piatto tradizionale della Thailandia, il pad thai, noodles di riso sottili con salsa di pesce. Sorrisi di genuina fraternità e sguardi di profonda comunione hanno accompagnato le ore vissute insieme con i fratelli e le sorelle.
Il fulcro della visita in Italia è stato un percorso dal titolo Meditazione, dialogo e pratiche di pace in tempi incerti, articolato in quattro iniziative: due giornate di studio alla Facoltà teologica del Triveneto e all’Istituto superiore di scienze religiose di Padova, un workshop e un ritiro di meditazione cristiana e buddhista presso la casa di spiritualità “Oasi Sant’Antonio” a Camposampiero (PD). Tali iniziative sono state organizzate dall’Istituto superiore di scienze religiose di Padova, collegato alla Facoltà teologica del Triveneto, in collaborazione con l’International Buddhist Studies College (IBSC) di Bangkok, il Centro studi dell’Unione buddhista italiana (UBI) e il master in Contemplative Studies attivo nel Dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA) dell’Università di Padova, e con il contributo della Comunità mondiale per la meditazione cristiana (WCCM Italia) e del DIM•MID.
Le due giornate di studio organizzate a Padova nei pomeriggi del 16 e 17 aprile, che hanno visto una significativa presenza di pubblico e sono state mirabilmente coordinate da don Giulio Osto, docente di dialogo interreligioso e vicedirettore dell’Istituto di scienze religiose, hanno approfondito il tema “Meditazione e spazio pubblico, prospettive buddhiste e cristiane”, con incisivi e coinvolgenti interventi dei due monaci, che hanno mostrato il profondo legame tra pratica di meditazione e costruzione della pace nel mondo contemporaneo. Durante i suoi saluti introduttivi alle giornate, fr. Matteo ha condiviso con i presenti la storia che ha portato alla conoscenza e alla collaborazione fraterna con i due monaci e, attraveverso di loro, con l’IBSC, insieme allo spirito del dialogo interreligioso monastico che anima questa storia, offrendo anche alcune parole sul senso del dialogo: “Ogni passo con l’altro, ogni passo verso l’altro è un ponte. Ogni passo, un ponte! Consapevoli che ogni opera di dialogo ha un suo seme, quello del cuore, ci riconosciamo fratelli e sorelle al di là delle tradizioni religiose. L’appello è quello di ritrovare l’unità che già siamo”.
I due giorni padovani sono stati arricchiti da preziosi momenti di fraternità interreligiosa e convivialità monastica, dapprima con la comunità formativa dei frati minori conventuali del Convento San Massimo, con cui i due monaci buddhisti hanno vissuto un’inattesa, intensa serata di dialogo e scambio, e poi con l’abate e la comunità benedettina dell’Abbazia di Santa Giustina, che li hanno non solo accompagnati nella visita del luogo ma li hanno anche accolti alla loro preghiera dell’ora media e al pranzo nel refettorio monastico.
A Camposampiero, ospiti nella funzionalissima casa di spiritualità francescana “Oasi Sant’Antonio” e accompagnati dalla presenza attenta e premurosa del suo direttore fra Antonio Bertazzo, abbiamo innanzitutto vissuto, nel weekend 18-19 aprile, un workshop sul tema “Meditazione e respiro, silenzio e pace. Sapienza buddhista e cristiana in dialogo: approfondimenti e pratica”. Questi due giorni, aperti da Fr. Matteo con un intervento introduttivo su “La meditazione: un terreno di incontro tra cristianesimo e buddhismo”, hanno visto alternarsi, in un originale e virtuoso intreccio, momenti di introduzione teologica e spirituale a momenti di pratica meditativa secondo la tradizione buddhista theravāda (meditazione vipassanā guidata dai due monaci dalla Thailandia) e secondo le tradizione cristiana (a cura della Comunità mondiale per la meditazione cristiana).
Dopo la partecipazione alla messa domenicale, nel pomeriggio il focus si è più particolarmente indirizzato ad approfondire l’aspetto del respiro nella pratica meditativa, con un'introduzione di don Giulio Osto (Istituto superiore di scienze religiose di Padova) e interventi di sr. Benedetta Bucchi (Adoratrici perpetue del SS. Sacramento di Monza) sulla preghiera esicasta, di sr. Marzia Ceschia (Facoltà teologica del Triveneto) sul respiro nella mistica cristiana, di fra Antonio Bertazzo (Facoltà teologica del Triveneto) sul ruolo dell’immaginazione nella meditazione, e del ven. Neminda sul respiro nella meditazione buddhista di consapevolezza. Il pomeriggio si è concluso con la celebrazione dei vespri.
Il 20 e 21 aprile, con un gruppo più ristretto ma molto attento e interessato, tra cui alcuni vivaci giovani, abbiamo infine vissuto due giornate di ritiro intitolate “Pratiche di meditazione, ascolto e silenzio. Sapienza buddhista e cristiana in dialogo”, in cui si sono alternate pratiche guidate di meditazione cristiana e di meditazione buddhista vipassanā (seduta e camminata), insieme a tempi distesi di ascolto e silenzio, approfondimento e condivisione.
Questi dieci giorni di fraternità vissuti nel segno della comunione e dell’ospitalità hanno costituito un’occasione meravigliosa per un approfondimento dei legami fraterni e per un reciproco scambio di doni nell’ambito della meditazione e della preghiera. Come già era avvenuto lo scorso anno, anche quest’anno ci siamo lasciati – un po’ a malincuore – con un profondo sentimento di gratitudine e un forte desiderio di ritrovarci ancora presto.
Matteo Nicolini-Zani
monaco di Bose
coordinatore DIM Italia