Incontro annuale dei membri
del DIM Italia 2026
Istituto Lama Tzong Khapa (Pomaia PI)
28 settembre - 1° ottobre 2026
Istituto Lama Tzong Khapa (Pomaia PI)
28 settembre - 1° ottobre 2026
“Nella mia esperienza ho scoperto che il metodo più efficace per eliminare i conflitti [fra le diverse tradizioni religiose] è di stare a stretto contatto con persone di diverse fedi e comunicare con loro non soltanto a livello intellettuale, ma tramite più profonde esperienze spirituali. È un metodo molto efficace per sviluppare l’intesa e il rispetto reciproci. Attraverso questo interscambio si possono generare solide basi per un’autentica armonia. […] Suggerisco di promuovere gli incontri tra persone di diverse tradizioni religiose che abbiano avuto profonde esperienze spirituali. Non è necessario che siano studiosi; è sufficiente che siano praticanti sinceri e si riuniscano per parlare di quanto hanno compreso praticando la religione. In base alla mia esperienza personale, praticare è un mezzo potente ed efficace per illuminarsi reciprocamente in modo più profondo e diretto”.
(Dalai Lama, Incontro con Gesù. Una lettura buddhista del Vangelo, Mondadori, Milano 2009, pp. 8-9)
È proprio in questo spirito di incontro possibile “tramite profonde esperienze spirituali” che i membri del gruppo italiano del DIM hanno vissuto il loro più recente incontro annuale, tenutosi dal 28 settembre al 1° ottobre presso l’Istituto di studi buddhisti Lama Tzong Khapa (ILTK) di Pomaia (PI). La trentina di partecipanti hanno ben rappresentato le diverse appartenenze monastiche cristiane (benedettini/e, camaldolesi, Bose, clarisse, cappuccine, adoratrici perpetue del santissimo Sacramento), buddhiste (vajrayāna e zen) e induiste, insieme a rappresentanti musulmani della Co.Re.Is., a cui si sono affiancati per l’occasione anche alcune monache della tradizione tibetana che risiedono a Pomaia. Anche quest’anno abbiamo avuto la gioia di accogliere nuovi membri desiderosi di condividere il nostro cammino e godere della presenza di p. Cyprian Consiglio, segretario generale del DIM•MID, che ci ha anche offerto un momento di condivisione “in parole e musica” del suo impegno a livello internazionale.
L’occasione di tornare a Pomaia dopo quattordici anni dal nostro precedente incontro ospitato all’ILTK ci è stata offerta dall’istituto stesso, in occasione degli eventi celebrativi per il cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Come già vissuto nel 2012, quando il gruppo poté vivere un importante incontro fondativo che mise la basi per il suo fecondo sviluppo futuro, il convenire di quest’anno ha permesso ai partecipanti di conoscere la vivace realtà dell’istituto e incontrare alcune delle figure che ne animano la vita e le attività, grazie alla premurosa ospitalità ricevuta, coordinata dal monaco Losan Gompo (Raffaello Longo).
Le giornate vissute insieme e iniziate tutte con una sessione di meditazione mattutina guidata dalla monaca Jigme Damchö Wangmo (Daniela Brandstetter), hanno visto alcuni momenti di formazione e incontro con il buddhismo tibetano, meglio definito con il nome di vajrayāna (“veicolo del diamante” o “della folgore”, una delle tre grandi correnti del buddhismo). Il primo è stato un incontro introduttivo con Joan Dombon (spiritual program coordinator dell’ILTK), che ha permesso ai presenti di comprendere l’articolata strutturazione del percorso formativo offerto dall’istituto; a questa presentazione è immediatamente seguita la partecipazione del gruppo alla lezione tenuta da geshe Jampa Gelek agli studenti del Master Program in studi buddhisti sul tema: “La cognizione valida”.
Un secondo, importante incontro di conoscenza è stato quello avuto con la monaca Tenzin Palmo sul tema: “I voti monastici femminili”, che ha visto anche un dialogo tra i presenti, grazie al quale la riflessione sul tema è stata arricchita dall’apporto delle prospettive di altre vie religiose e di altre comunità monastiche.
Un terzo momento di approfondimento ha riguardato “La meditazione nel buddhismo tibetano”, in cui la monaca Damchö ha offerto ai presenti un’efficace sintesi del complesso e articolato tema, che ha aiutato a entrare meglio nella pratica della meditazione secondo la tradizione tibetana. Di seguito, i presenti hanno avuto la gioia di incontrare, ascoltare e dialogare con geshe Tenzin Tenphel, uno dei due lama residenti all’ILTK da diversi anni.
Quest’anno abbiamo anche fortemente desiderato realizzare un incontro di dialogo tra i membri del DIM presenti e la comunità dell’ILTK. Così, nella variopinta sala Mandala resa ancora più variopinta dai presenti – monaci e monache del DIM, monaci e monache dell’ILTK, staff dell’istituto e giovani volontari –, un vivace e intenso scambio ha visto interloquire i presenti su ciò che essi “hanno compreso praticando la religione”, testimoniando così la verità delle parole del Dalai Lama citate sopra: ovvero che la pratica dell’incontro interreligioso può rivelarsi “un mezzo potente ed efficace per illuminarsi reciprocamente in modo più profondo e diretto”.
Infine uno spazio è stato riservato, come di consueto, alla riunione tra i membri del DIM presenti, momento che ha permesso di condividere belle esperienze fatte da alcune comunità durante l’anno trascorso e abbozzare alcuni progetti futuri.
La visione del film documentario Mission: Joy, che ritrae la profonda amicizia tra il Dalai Lama e Desmond Tutu, ha concluso con note di intensa e commossa gioia quest’ulteriore tappa di cammino insieme, ogni anno più vicini gli uni gli altri e più desiderosi di condividere con altri il dono vissuto.
Matteo Nicolini-Zani
monaco di Bose
coordinatore DIM Italia